Circolo Gramsci Cagliari

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Contributo di Michele Piras al congresso del circolo Gramsci PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura   
Sabato 12 Febbraio 2005 21:02
Contributo al do*****ento di presentazione della prima mozione per il congresso del circolo Antonio Gramsci.

Il tema principale in questo congresso, per quanto riguarda la mozione ? L?alternativa di societ?, riguarda sicuramente una rivalutazione e un chiarimento di ci? che rappresenta il partito nella nostra societ?. Entrano in discussione il linguaggio, parte dei contenuti e degli obiettivi e quindi il ruolo stesso del partito nella societ? tutta.
Non penso assolutamente che si metta in discussione tutto ci? che di positivo c?? nella storia del movimento operaio, nella storia del nostro partito e comunque nella storia del movimento comunista del 1900. Ma un?importante riflessione che ormai da tempo ? iniziata evidentemente attendeva delle conclusioni. E?inutile negare che il fallimento dei movimenti rivoluzionari, la dove si sono tramutati in forme di governo, non sia causato semplicemente dalla degenerazione di quel sistema o dalle assurde prese di posizione da parte di chi pi? lo dirigeva, ma evidentemente anche da un?interpretazione del pensiero comunista errata, che nelle varie realt? non si ? mai avvicinata a quello che doveva essere un modello di societ? perfetta. Oggi non bisogna pi? commettere certi errori, bisogna andare oltre e porsi come obbiettivo quello di riuscire a cambiare lo stato di cose presenti seguendo la giusta interpretazione di ci? che nel passato ? stato teorizzato con il nome di comunismo, ma tenendo ben presente che i tempi non sono gli stessi, i soggetti non sono gli stessi e soprattutto il motore primario del cambiamento non ? lo stesso, di conseguenza ci si ritrova a dover cambiare anche parte del linguaggio che caratterizza tutto il nostro movimento, il cui obbiettivo ? quello di costruire un?altra societ?, pi? equa e pi? libera, e di sostenere sempre, ma non senza criticarne i difetti e sollecitarne un miglioramento, tutte quelle realt?, anche di governo in cui si perseguono politiche anticapitaliste e antimperialiste, comprese quelle comuniste.

Tra i motivi che ci devono far riflettere e che ci devono portare a pensare positiva la scelta di questo cambiamento sono il rafforzamento stesso, in termini di critica al potere, che l?alleanza e l?apertura ai movimenti ci porta, quei movimenti, (anche se non appartengono alla storia che ha caratterizzato il nostro partito e in parte non ne condividono molti dei risultati che appunto storicamente sono stati ottenuti) con cui abbiamo tantissimi contenuti in comune e con cui condividiamo oggi pi? che mai l?idea che sia possibile, finalmente, cambiare la nostra societ?, in questi tempi in cui ? evidente e insopportabile pi? che mai il fallimento della globalizzazione capitalistica.Tutti gli sforzi e le energie del nostro partito e dei movimenti tutti, a mio parere, devono concentrarsi nel comune obbiettivo di realizzare un modello economico, sociale e culturale alternativo al neoliberismo , alla guerra e a questa globalizzazione, la globalizzazione spietata del mercato. Penso sia molto importante riuscire oltretutto ad avviare un?analisi seria e profonda su ci? che caratterizza questa globalizzazione e le linee politiche seguite dalle maggiori nazioni e che vanno diffondendosi. Non voglio e sicuramente non sono neanche in grado di entrare nel dettaglio di questi aspetti, ma posso sicuramente affermare che a mio parere le scelte principali, di natura sicuramente economica ,ma oramai anche politiche, che un tempo erano forse causa e che ora sono assieme causa e conseguenza di questa globalizzazione, sono determinate pi? che dagli stati nazionali dalle grosse multinazionali che oramai controllano in poche quasi l?intero mercato.Basta pensare che le 200 pi? grosse multinazionali, hanno conosciuto attraverso le fusioni e i riscatti di imprese, un?espansione ininterrotta, grazie alla quale esercitano un dominio per cosi dire totalitario non solo sull?economia, ma anche sull?informazione e sulle menti. Per il momento il peso schiacciante delle societ? transnazionali nell?economia mondiale non ha un contrappeso equivalente in campo politico.Ma fin d?ora, i guasti sociali e politici determinati dalle loro azioni stanno aprendo numerose crepe nell?edificio?.Chiss? cosa avverr? nel prossimo secolo.

Per quanto riguarda i rapporti interni al partito, e si intende la situazione generale ma anche e soprattutto la situazione del nostro circolo, bisogna fare un discorso particolare. Durante la mia vita ho maturato sempre pi? l?idea che sia necessario sviluppare e rafforzare una coscienza critica nei confronti di ci? che ci circonda e ci riguarda e che il confronto con i pi? svariati punti di vista non possa che arricchirci. Chiss? in che condizioni sarebbe il mondo oggi se tutti avrebbero sempre pensato allo stesso modo. La diversit? delle persone, delle loro idee, delle loro passioni cosi come dei loro costumi non pu? che essere vista come elemento indispensabile per andare avanti. Ma bisogna sempre ricordare che affinch? tutto ci? porti dei buoni esiti ? indispensabile che non venga mai a mancare il rispetto personale e delle opinioni altrui. E? partendo da questi presupposti, che sono convinto, che nonostante siano presenti alcune divergenze che riguardano, in parte, la natura sociale del partito, si possa auspicare un accordo, o meglio trovarne una sintesi che nasca da un ricco e sereno dialogo tra le parti. Sono convinto che questa sia la priorit?, e sono convinto che se questo ? possibile farlo con i movimenti, in nome di un traguardo comune sui temi che pi? ci stanno a cuore, ? sicuramente possibile e necessario farlo tra di noi. Del resto per poter raccogliere consensi e per poter diventare un partito di massa che proponga un cambio della societ?, anche in senso democratico, dobbiamo prima dare esempio di democrazia nel nostro interno. Dobbiamo promuovere il dialogo, combattere l?appiattimento delle idee come metafora stessa del pensiero unico e ritenere le differenze come fattore indispensabile di crescita.


Michele Piras
saluti comunisti e buon lavoro