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Il Software Libero: la rivoluzione informatica PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura   
Martedì 05 Aprile 2005 19:19
Di Matteo Quarantiello

Il copyright, chiamata anche ?legge sul diritto d?autore? viene oggi largamente utilizzata anche in campo informatico, nata come incentivo alla produzione ? oggi, di fatto, un strumento di arricchimento. Il copyright nacque infatti come incentivo alla produzione e di fatto aumet? parecchio la produzione di Software (programmi informatici), i produttori si sentivano (e si sentono) sicuramente pi? incentivati se dietro il loro lavoro c?? un?aspettativa di guadagno. Negli ultimi anni per? il suo utilizzo ? diventato un mezzo di arricchimento spropositato non solo per i produttori di Software ma anche per gli editori. Ci? ha portato ad un rigido controllo del rispetto dei termini di licenza imposti dal copyright, che vietano la copia e la distribuzione del software acquistato. A ci? sono conseguite: una propaganda di massa per dire che ? sbagliato disobbedire ai proprietari (copiando e distribuendo il software) per aiutare gli amici; richieste insistenti di informatori che forniscano informazioni sui compagni di lavoro e colleghi; formazione di grandissime e potentissime multinazionali (vedi Microsoft) che uccidono la concorrenza. Tutto ci? in nome del Dio denaro!

Tutto questo ha portato i cittadini a ricorrere a delle contro misure, dati gli elevati costi. La pirateria (cos? ? infatti denominata) ? oggi una pratica diffusissima, si pensi che in Italia la stragrande maggioranza degli utenti di software proprietario (cos? ? difatti denominato il software coperto dal copyright) fa uso di pirateria, ossia della copia illecita o illegittima e nascosta del software proprietario.

Esiste per? oggi un movimento, quello del Free Software, che pone come caratteristica essenziale del software, che tutti utilizziamo, quella della libert? e della sua libera distribuzione. Una societ? come la nostra chiamata ?civilizzata? non dovrebbe contraddistinguersi proprio per la libera e diffusa conoscenza della tecnologia a vantaggio del progresso? Purtroppo non ? quello che accade oggi, vediamo di spiegare in che modo.

Ogni software informatico dispone di un ?codice sorgente?, caratteristica del software proprietario ? di non far conoscere agli acquirenti (e a nessuno) il codice sorgente utilizzato per la creazione del software, limitando notevolmente (e a volte impedendo) la possibilit? di contribuire al lavoro altrui e alla condivisione del sapere. I programmi (Software) che girano sui nostri computer corrispondono a sequenze di numeri esadecimali, di solito talmente complessi da essere incomprensibili alla mente umana. Il codice sorgente non ? altro che il linguaggio ?umano? composto di parole e numeri (istruzioni). ? ?scritto? dal programmatore e poi convertito (in codice binario) in modo automatico da un software compilatore che lo rende leggibile al computer. Questa traduzione ? praticamente irreversibile. Usare un programma senza il codice sorgente significa quindi: non sapere come ? fatto; ignorare quali potrebbero essere le sue potenzialit? al di l? del suo risultato finito; impedire ogni eventuale miglioramento del programma, poich? non ? possibile modificare il codice.

Prerogativa del movimento del Free Software (Software Libero) ? di produrre dei programmi che consentono l?accesso al codice sorgente, e che non fanno uso delle restie leggi sul diritto d?autore ma di una sua (per certi versi) variante. Sono infatti coperti da una legge chiamata ?Copyleft? (copy-left) proprio per metterla in contrapposizione al ?copy-right?, essa consente la libera distribuzione del software acquistato a chiunque e senza limitazioni a patto per? che un intermediario non possa proibire gli altri delle medesime libert?.

Ritengo (come la GNU, fondatrice del movimento del Free Software) che se un software abbia un proprietario, ci? abbia molte conseguenze su ci? che ? e su ci? che si pu? fare con esso quando se ne acquista una copia. Il sistema del diritto d?autore incoraggia i proprietari di software a produrre qualcosa, ma non quello di cui la societ? ha realmente bisogno. Di cosa ha allora bisogno la societ??
Per citare le parole di R. Stallman, fondatore della GNU: ?Ha bisogno di una informazione che sia realmente disponibile ai suoi cittadini; per esempio programmi che si possano leggere, correggere, adattare e migliorare, non soltanto usare. Ma quello che viene consegnato di solito dai proprietari del software ? una scatola nera che non si pu? studiare o cambiare. La societ? ha anche bisogno di libert?. Quando un programma ha un proprietario, gli utenti perdono la libert? di controllare parte della loro stessa vita. Ma soprattutto la societ? ha bisogno di stimolare nei propri cittadini lo spirito di cooperazione volontaria. Quando i proprietari del software ci dicono che aiutare i nostri vicini in maniera naturale ? "pirateria", essi inquinano lo spirito civico della nostra societ?.
Come utenti di computer oggi ci si pu? trovare ad usare un programma proprietario. Se un amico ti chiede una copia sarebbe sbagliato rifiutare. La cooperazione ? pi? importante del diritto d'autore. Ma una cooperazione nascosta e segreta non contribuisce a rendere giusta la societ?. Una persona dovrebbe aspirare a vivere una vita onesta, apertamente e con fierezza, e questo comporta dire "No" al software proprietario?.

Esistono oggi due ?movimenti? che promuovo questo tipo di Software, gli uni ne propongono l?utilizzazione soprattutto per motivi Etici e Filosofici veri e propri che traggono le proprie origini dall?idea del libero scambio della conoscenza e del pensiero, oltre che per motivazioni economiche, s?identificano con la FSF (Free Software Foundation), gli sviluppatori del famoso sistema operativo GNU/Linux; gli altri, identificati nel movimento Open Source (Sorgente Aperto), pongono invece la necessit? della visibilit? al codice sorgente come problema pratico.

Il Free Software ? oggi liberamente e gratuitamente scaricabile da Internet o facilmente trovabile nelle nostre edicole allegato a diverse riviste informatiche. Il capitalismo sempre crescente esercitato dalle grosse multinazionali, che infanga il nostro naturale spirito di cooperazione naturale e spontaneo, deve e pu? essere combattuto. Il sistema operativo che oggi fa pi? concorrenza allo strapotere del colosso Microsoft con il suo conosciutissimo Windows si chiama GNU/Linux, molti lo conoscono solo come ?Linux? o come ?il sistema del Pinguino? ed ? sicuramente famoso, oltre che per le qualit? tipiche del Free Software, per l?enorme personalizzazione e stabilit? a scapito (dicono in molti) della sua difficolt? di utilizzo. Esistono oggi delle validissime alternative a programmi di utilizzo comune come Word, Explorer e Outlook distribuite sotto licenza GNU/GPL (ossia Software Libero) che sono quasi identiche alle loro controparti, l?unica differenza ? che sono Free Software.


Matteo Quarantiello
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