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Chi ? Mario Draghi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura   
Lunedì 09 Gennaio 2006 23:00
Alcune informazioni biografiche sul sinistro individuo che grazie ad un consenso "bipartisan" ? stato nominato nuovo presidente di Bankitalia.

Di Francesco Maringi?

Di per certo un uomo che ricever? un lauto stipendio (un milione di euro l'anno, pari a oltre 160 milioni, al mese, delle vecchie lire) per presiedere il vertice di Palazzo Koch di Via Nazionale, una delle poltrone pi? potenti e prestigiose dello scenario italiano. Direttore generale del Tesoro per oltre dieci anni, ? stato fino ad oggi vice presidente di Goldman Sachs. Gi? questo la dice lunga su molte cose.
Quando nel 2001 il ministro Tremonti lo sostituisce da direttore generale del ministero del Tesoro con Domenico Siniscalco, Draghi torna per un breve periodo ad insegnare negli Stati Uniti, per entrare poi, gi? nel 2002, in Goldman Sachs a Londra di cui ben presto diviene vicepresidente per l'Europa.

La Goldman Sachs ? la banca d'affari pi? potente al mondo e comunemente definita, insieme a: Rothschild, Warburg, Barings ed altre, una delle fazioni vicine agli "imperi anglo-ebraici" e quindi fuori dal controllo dell'altro "potentato economico-religioso" che ? l'Opera (Opus Dei) a cui invece apparteneva il religiosissimo Antonio Fazio a lungo tempo difeso, non a caso, dalle gerarchie ecclesiastiche (oggi ad egemonia Opus Dei, il cui capo ? proprio Benedetto XVI).
Del resto la rosa dei nomi dei possibili successori di Fazio che sin dal primo momento ? circolata non prevedeva una riconferma per un seguace dell'Opera, consumando cos? un forte scontro al vertice tra gerarchie cattoliche e le lobbies ebraiche.

Gi? in passato la figura di Draghi ? stata alla ribalta delle cronache, soprattutto quando prese parte, il 2 giugno 1992, all'incontro segreto a bordo del Britannia, il panfilo reale della regina Elisabetta II d?Inghilterra, al largo di Civitavecchia. A bordo vi erano esponenti del mondo bancario (con rappresentanti delle banche Barings, Warburg, Barclays, ecc) e finanziario (oltre a Draghi, George Soros ad altri). Alla presenza della stessa regina Elisabetta che si era occupata dei saluti ufficiali, si era a lungo discusso della necessit? di una completa privatizzazione delle partecipazioni statali e dell?industria di Stato a prezzi stracciati a seguito di una svalutazione della lira.

Entrambi gli avvenimenti si verificarono presto: nel settembre 1992, durante il governo di Lamberto Dini, l'allora governatore della Banca d'Italia (Ciampi) ritard? una speculazione della sterlina (opera del multimiliardario ungaro-statunitense George Soros ) contro la lira, causandone cos? una brusca ed immediata svalutazione del 30%. Nel tentativo di arginare il tracollo economico e finanziario del Paese, i governi attuarono pesantissime finanziarie e si prosciugarono le riserve in valuta estera della Banca d?Italia: ben 48 miliardi di dollari (quasi 100 mila miliardi di vecchie lire). Cos? come previsto dall'incontro sul Britannia ci fu ben presto una svalutazione della lira e cos? le privatizzazioni selvagge non tardarono ad arrivare.

Nei successivi dieci anni si sono succeduti diversi ministri del Tesoro e diversi governi (Andreotti, Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi, D'Alema, ancora Amato e ancora Berlusconi), ma Draghi resta sempre al suo posto prendendo le redini dell'industria e della finanza a partecipazione pubblica in via di privatizzazione e gestendo tale processo. Sono gli anni delle grandi privatizzazioni, dall'Eni a Telecom da Imi (Draghi dal '91 al '96 sar? nel Cda Imi e dal '93 ne presieder? il Comitato per le Privatizzazioni) a Comit e Bnl e che cambiarono profondamente il profilo economico e finanziario del Paese.
Ma non ? solo la sua filiazione alla Goldman Sachs a destare perplessit?. La sua figura ? fortemente legata ad altre istituzioni quali la Banca Mondiale ed il gruppo Bilderberg.

La sua nomina ? comunque arrivata, in modo tempestivo dopo le dimissioni di Antonio Fazio, con un plauso quasi unanime tra governo e principali partiti d'opposizione. La qualcosa non deve stupire: i principali ministri che hanno varato, assieme a Draghi, la lunga stagione delle privatizzazioni sono stati proprio Ciampi, Giuliano Amato e Vincenzo Visco.
A dieci anni i risultati di quella intensa stagione di privatizzazioni e svendita del patrimonio produttivo industriale a partecipazione statale sono sotto gli occhi di tutti: povert? diffusa, perdita di competitivit?, chiusura di interi stabilimenti e plessi produttivi, che si sommano (e contemporaneamente causano) grandi disagi e difficolt? economiche e sociali all'intero Paese.
C'? solo da augurarsi che un probabile futuro governo di centro-sinistra e la promozione di Draghi da direttore generale a presidente della Banca d'Italia, non continuino nel solco gi? tracciato e tristemente sperimentato dei primi anni novanta. Ma a ben guardare, le nuvole che in questi giorni si addensano nel cielo delle finanza italiana, non lasciano ben sperare.