Circolo Gramsci Cagliari

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Grassi: «Unità dazione sì, partito unico no» PDF Stampa E-mail
Scritto da Matteo Quarantiello   
Giovedì 21 Giugno 2007 11:33
di Romina Velchi
«Apprezzo i contributi che Bertinotti dà alla sinistra in generale e a Rifondazione comunista in particolare, ma devo dire che la proposte che lui avanza non sono convincenti»... Non c'è spazio per la diplomazia nel commento di Claudio Grassi, senatore e coordinatore nazionale di "Essere comunisti" (seconda mozione). Anche per questo ci tiene a fare una premessa: «E' singolare che tutti si dicano d'accordo con Bertinotti, ma poi dicano ognuno una cosa diversa. E' così che nella Chiesa si discutono le encicliche...».

Nel merito, cosa non condividi della "linea" di Bertinotti?

La precipitazione, l'accelerazione impressa nell'intervento di domenica allude alla considerazione che si può uscire dalla crisi della politica con un partito unico della sinistra. La considero una ricetta sbagliata essenzialmente perché tra le forze che dovrebbero unirsi (cioè quelle a sinistra del Pd) ci sono differenze significative. Tanto per fare un esempio, Sinistra democratica, già nella propria definizione, è nata agganciata al socialismo europeo. Il Prc, invece, fa parte di un'organizzazione antilibertista e comunista. E non è solo una questione di collocazione. Sulla Costituzione europea loro hanno votato a favore, noi contro. O ancora: il tema del rapporto con il governo. Rifondazione, unanimamente, ritiene che il governo sia un mezzo per ottenere dei risultati. Sd ne fa invece una questione strategica. Considero un errore rimuovere queste difficoltà solo perché c'è la crisi e bisogna fare qualcosa.

E allora qual è l'alternativa?

Dico che l'esigenza unitaria è reale, c'è ed è giusto coglierla. Sono consapevole della necessità di una forte unità d'azione di tutte le forze che abbiamo definito "sinistra d'alternativa": ossia di tutte quelle forze che, in alternativa alla cosiddetta "sinistra moderata" hanno contestato il quadro delle compatibilità neoliberiste, mobilitandosi contro l'attacco che viene portato ai diritti e alle tutele del lavoro, in difesa di un modello di rappresentanza su base proporzionale e contro le diverse guerre promosse nel corso degli anni (sia in versione umanitaria che preventiva). Appunto: l'unità si fa a partire dai contenuti, dalle battaglie comuni in parlamento e nel paese, sul terreno delle battaglie concrete e non su quello dell'unità politica. Oltretutto, la proposta di andare oltre Rifondazione crea un senso di precarietà, di incertezza del futuro all'interno del partito e questa è la dimostrazione dell'errore del percorso scelto. Si rischia di lanciare un messaggio di provvisorietà per un partito che invece va rilanciato e il cui progetto, la rifondazione appunto, è ancora profondamente valido. Ma come si fa a pensare ad un partito che tenga dentro Occhetto (tanto per fare nomi) e noi? Insomma, la proposta di andare oltre Rifondazione non mi convince; prefigura un partito unico e quindi il superamento del Prc. Ribadisco: non sono contrario o indifferente a trovare forme unitarie tra le forze a sinistra del Pd. Ma invito a riflettere sul fatto che spingere sul partito unico significa non fare né l'uno né l'altro. Perché tutte le energie se ne andranno in un progetto che non ha le basi politiche per andare avanti (le differenze di cui sopra) e non ci preoccuperemo del percorso comune che invece è urgente per portare a casa dei risultati. Al contrario, il mantenimento di una prospettiva comunista e la costruzione di una forte unità d'azione della sinistra d'alternativa sono due aspetti fondamentali: tanto il venir meno dell'uno quanto dell'altro rappresenterebbero una deriva.

Stai pensando al governo?

E sì. Se non facciamo cambiare politica al governo tutti insieme, allora andremo a casa tutti insieme. Ci sono questioni importanti come pensioni, salari, Dpef. Lì possiamo verificare se ci sono le condizioni per costruire veramente l'unità delle forze di sinistra. Il binomio autonomia di ciascuno ed unità d'azione è l'unica ipotesi seria che tutti possiamo e dobbiamo mettere in campo. Subito.