Circolo Gramsci Cagliari

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Qualche considerazione a proposito dellassemblea sulla Sinistra Europea PDF Stampa E-mail
Scritto da Matteo Quarantiello   
Giovedì 21 Giugno 2007 11:38
di Claudio Grassi * e Bruno Steri **

Il 16 e 17 giugno scorsi si è tenuta a Roma l’assemblea costituente della Sinistra europea. Per l’attuale gruppo dirigente del Prc si è trattato di un delicato banco di prova, dopo il ben magro risultato elettorale e il flop di piazza del Popolo (peraltro riconosciuto come tale ed oggetto di autocritica)...
In molti – da destra e, per così dire, da sinistra – si auguravano un terzo pesante insuccesso e, magari, una conclamata crisi di direzione del partito. Invece è andata bene, soprattutto in termini di partecipazione. Questo fa piacere anche a noi dell’area ‘Essere comunisti’, poiché si tratta del successo di un’iniziativa del Partito della Rifondazione Comunista, del convergere attorno ad esso di comitati e associazioni, di un variopinto popolo che con il Prc simpatizza. Un salutare passo avanti per un partito costantemente sotto attacco e oggetto di quotidiani agguati da parte di chi non vede l’ora che sparisca.
Il giudizio critico della nostra area sul progetto della Sinistra Europea è da tempo noto. E resta valido ancor oggi, pur con qualche aggiustamento in corso d’opera, resosi opportuno alla luce del rapido evolvere degli avvenimenti (fuori e dentro il Prc). Da sempre ci battiamo per il rafforzamento ed un’estensione dell’influenza di Rifondazione Comunista; contemporaneamente abbiamo da sempre auspicato una più energica azione in direzione di uno stretto coordinamento politico-programmatico dell’intera sinistra di alternativa. Diciamo queste cose da tempo: da molto prima che balzassero sulla scena mediatica le discussioni sui “cantieri” e le “masse critiche”. Continuiamo a pensarla così. E constatiamo che molti autorevoli compagni – a cominciare dal segretario nazionale – ma riteniamo anche il grosso del partito, sono giunti ad intendere in termini piuttosto simili questo stesso cammino della Sinistra Europea.
A questo proposito, è essenziale specificare due punti. In primo luogo, con tutta evidenza si è dissolta la cappa unanimistica che avvolgeva la maggioranza del partito al congresso di Venezia: con ciò è andata progressivamente emergendo una certa consapevolezza dei guasti provocati da un’impostazione marcatamente moderata (di secca internità all’Unione e governista “senza se e senza ma”) e, per altro verso, è parsa sempre meno incontrastata la tendenza a liquidare (o, quanto meno, ad annacquare) il processo della rifondazione comunista. Oggi, grazie allo scongelamento della discussione interna (per il cui prodursi riteniamo giusto prenderci un po’ di merito), sono venute alla luce del sole due diverse e divergenti opzioni: l’una – diffusamente propagandata da ‘Liberazione’ - intende “andare oltre” Rifondazione Comunista, nella convinzione che la “crisi della sinistra” si superi mettendo mano al “contenitore”, andando rapidamente ad un’unificazione (noi diciamo: ad una semplificazione) di tipo organizzativistico delle forze politiche alla sinistra del costituito (e ad oggi traballante) Partito Democratico. L’altra opzione – quella sostenuta dalla maggioranza dell’attuale gruppo dirigente – ritiene più correttamente che la suddetta crisi ha innanzitutto a che vedere con i contenuti (e precisamente con l’assenza di risposte ai bisogni della nostra gente) e che l’unità politico-programmatica non debba affatto significare la scomparsa coatta del Prc (così come delle altre forze implicate nell’impresa): che insomma in tale strutturato coordinamento unitario vada fatta valere la sostanza dell’azione politica e che, in essa, la forza organizzata e autonoma dei comunisti abbia ancora molto da dire. E’ del tutto evidente che il medesimo progetto della Sinistra Europea entra di peso in questa dirimente discussione e viene ad acquistare un tono diverso a seconda dell’orientamento generale in cui è inserito.
In secondo luogo – e in stretta connessione con quanto si è appena detto – si attenua, almeno nel nostro contesto italiano, il carattere prevalente con cui in origine è nata la Sinistra Europea, così com’era costruita sulla base di un forte strappo ideologico-identitario. Più marcato è, nel nostro contesto, il carattere politico-programmatico e vertenziale, di movimento: e, in definitiva, la propensione ad un’aggregazione di forze dal basso, che colleghino – attorno a Rifondazione – le lotte sociali e le vertenze territoriali che non troverebbero altrimenti voce e raccordo politico.
Beninteso, niente è acquisito ed è in corso (anche in Rifondazione) una contesa politica di non poco conto. Su temi così rilevanti noi intendiamo dire la nostra, provando ad offrire un contributo vero, senza ambiguità e senza reticenze: e, soprattutto, mettendoci nella condizione di poterla dire essendo ascoltati. Chi continua a sparare nel mucchio, mostra purtroppo di non aver capito nulla di quel che sta avvenendo; e – quel che è peggio - rischia di fare solo danni.

* senatore, coordinatore nazionale dell'area Essere comunisti - PRC

** direttore della rivista "Essere comunisti"