Circolo Gramsci Cagliari

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ESSERE giovani e COMUNISTI PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura   
Venerdì 10 Dicembre 2004 21:09
Per far rivivere la politica, l?impegno, la passione.

Manifesto di adesione alla mozione congressuale: ?Essere Comunisti?

Come Giovani Comuniste/i iscritte/i al PRC ci apprestiamo ad affrontare il VI Congresso del Partito con impegno ed entusiasmo.
? un momento estremamente difficile per l?Italia e per il mondo intero. Il rischio incombente di una nuova guerra mondiale e il disastro sociale provocato dal capitalismo ci chiedono un?assunzione di responsabilit?, a cui non possiamo sottrarci.

La politica ? interrogata nelle sue fondamenta, la sinistra e i comunisti devono cercare delle risposte che muovano dalla pace e dalla giustizia sociale quali antidoti alla barbarie.

I giovani sanno bene quanto ci? sia difficile. Vengono obbligati a convivere con precariet?, incertezza e disagio, veri paradigmi del mondo contemporaneo. L?ondata revisionista ha rovesciato i grandi valori della sinistra e tarpato le ali dell?entusiasmo, tentando di chiudere gli occhi della critica sociale e di nascondere l?oggettiva necessit? di un?alternativa a questa societ?.

Ci dicono che il comunismo ? morto e sepolto e che l?istanza di eguaglianza e libert? ? nient?altro che un cattivo incubo infantile. Ci dicono che sognare ? reato, che la storia ? finita.

Ma abbiamo imparato, da tanti nostri compagni, a raccogliere le sfide perch? urgente ? la necessit? della liberazione.

Vive ancora oggi nell?attualit? di un grande progetto in cui centinaia di milioni di comunisti in tutto il mondo, nello scorso secolo, hanno creduto; nei percorsi e nelle esperienze di un movimento reale che ha parlato la lingua degli operai e dei contadini, degli studenti e degli intellettuali.

Ha il volto dei popoli che resistono ad occupazioni, guerre, embarghi; di tutti coloro che si ribellano all?ideologia dominante e lottano e sognano un altro mondo, libero dalle antiche e nuove contraddizioni che il capitalismo non ? in grado di risolvere.

Noi, come loro, vogliamo cose semplici ed essenziali.

Vogliamo la pace, per vivere in un mondo libero dal ricatto della guerra: su questo principio non siamo disposti a fare sconti a nessuno.
  • Vogliamo la dignit? del nostro lavoro. Con leggi che ci uniscano e rappresentino.
  • Vogliamo la dignit? del nostro essere studenti, senza compromessi. Rigettiamo l?odioso principio della selezione di classe che accomuna, oggi, Berlinguer a Moratti, Prodi a Berlusconi.
  • Vogliamo una societ? in cui chi oggi ha meno, abbia di pi?, e chi ha di pi?, abbia meno. Salari pi? forti, redistribuzione sociale.
  • Vogliamo l?unit? per cacciare il governo delle destre, della guerra preventiva e del massacro sociale, ma non siamo disposti a sopportare un nuovo Kosovo o una nuova tassa per Maastricht.
  • E vogliamo che il prossimo Congresso parli di questo e che il nostro Partito ci capisca, ritornando in sintonia con i bisogni e i sogni dei giovani e degli sfruttati.

Sono domande difficili, meritano risposte impegnative, frutto di discussioni collettive e partecipate, non di interviste categoriche che, attraverso i giornali, ?dettano la linea?.

E la risposta non pu? essere l?acquiescenza nei confronti di industriali e sinistra moderata, l?abiura del nostro passato, l?insinuazione di una Resistenza ?angelizzata?, cos? come non pu? essere la scelta della ideologia assoluta della ?non violenza?, i ?se? e i ?ma? rispetto alla eroica Resistenza irachena, all?Intifada palestinese e alla pluridecennale lotta di Cuba socialista.

A meno che l?obiettivo non sia il governo. A prescindere.
Chiediamo dunque ai compagni di riflettere: ne ha bisogno il partito, ne abbiamo bisogno tutti. La nostra storia e il nostro futuro ci chiedono innovazione, radicalit?, rivoluzione. Non burocrazie e poltrone, rassegnazione e ?compatibilit??.

La vera alternativa di societ?, oggi, ? fuori dal liberismo e dalla Nato, fuori dai compromessi al ribasso e dalla logica dell?alternanza. ? dentro le lotte degli ultimi anni, nella partecipazione e nel protagonismo di chi non si rassegna e inizia a ribellarsi.

Ricominciamo a sognare.
Per far rivivere la politica, l?impegno e la passione, per ESSERE COMUNISTI.