Circolo Gramsci Cagliari

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Lettera al quotidiano Liberazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura   
Domenica 20 Marzo 2005 00:38
Rispetto alle riforme che il Governo Berlusconi si appresta a varare, Prodi ha posto giustamente la questione del rapporto tra maggioranza e minoranza ventilando il rischio di una ?dittatura della maggioranza?, di un dominio assoluto della maggioranza. L'improvvisa riesumazione di Alexis de Tocqueville mi sembra corretta e appropriata, perch? ? oggettivamente vero che il grado di democraticit? di un ordinamento politico si commisura sulle possibilit? reali che ha la minoranza di esprimere le sue idee, le sue proposte politiche e di farle valere nei confronti di quanti detengono il potere politico; tanto pi? che in uno stato di monopolio mediatico come quello italiano il problema del ?conformismo? e la volont? di plasmare l'opinione pubblica (analizzato acutamente ne La Democrazia in America 170 anni fa), ? oggi pi? che mai centrale ed attuale.
Tutto ci? dunque mi ? chiaro, solo non mi spiego per? come mai il nostro Segretario nazionale e i suoi pi? stretti collaboratori si sono affrettati a sostenere questa posizione quando non pi? di una settimana fa hanno realizzato un autentico colpo di Stato sullo statuto che rientra perfettamente nello schema contestato da Prodi. Come definire il fatto che il Congresso nazionale ha stravolto lo Statuto a colpi di Maggioranza senza che nessun congresso di Circolo o federale avesse discusso di quelle modifiche o ne avesse anche soltanto intuito l'esistenza? Come definire l'operazione che ha svuotato di poteri il CPN e la Direzione Nazionale creando un organismo con potere decisionale (l'Esecutivo) nel quale la maggioranza del 58% ottiene - grazie ad un assurdo quanto inusuale premio di maggioranza - il 90% dei membri? Come definire il fatto che nelle conclusioni del congresso si sia indicata all'opposizione "la porta" dopo aver incitato la maggioranza dei delegati alla guerra santa contro l'empia minoranza (ricordate ?il piombo nelle ali?)? Compagni, fuori dai denti, trovo ipocrita che si contesti all'esterno quanto si ? fatto con tanta leggerezza al proprio interno. Fino a poco tempo fa si diceva che l'?altro mondo possibile? bisognava costruirlo anzitutto al nostro interno, il pragmatismo di questo Congresso, il profumo di Governo e Sottogoverno, hanno evidentemente relegato nell'ambito delle "pie utopie" anche tale banale aspirazione.

Saluti Comunisti Gianni Fresu