| Sit-in dell'USP di Cagliari ad Elmas |
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| Scritto da Matteo Quarantiello |
| Giovedì 03 Settembre 2009 07:14 |
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PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA SARDEGNA COMUNICATO STAMPA
Alla cortese attenzione del capo redattore Cagliari, 1 settembre 2009. Alla luce dei disastrosi tagli che hanno investito la scuola sarda, a causa della riforma Gelmini, in Sardegna ci saranno 2500 posti lavoro in meno (tra docenti e personale ATA) che vanno a nutrire la già folta schiera di disoccupati, precari e cassaintegrati del comparto industria. A tutto questo il governo regionale risponde in maniera inadeguata preferendo utilizzare 20 milioni di euro, già stanziati per interventi contro la dispersione scolastica, per nascondere gli effetti di scelte politiche nazionali che puntano allo smantellamento della scuola pubblica. Sarebbe necessario al contrario aprire una vertenza con lo Stato sulla necessità di preservare la Sardegna da un ulteriore impoverimento economico, sociale e culturale conseguenza inevitabile della consistente riduzione di risorse economiche. È inaccettabile la posizione di sudditanza del governo Cappellacci che di fronte allo smantellamento della scuola sarda, alla chiusura di 225 plessi e all’aumento vertiginoso dei disoccupati, non assume una posizione chiara e decisa a favore della regione che dovrebbe rappresentare. Come in tutte le altre vertenze che hanno per soggetto la Sardegna il ruolo delle nostre istituzioni regionali è di totale subalternità e prostrazione, questo governo regionale non è neppure in grado di sottoscrivere intese sulla scuola a differenza della Sicilia che ha spuntato un finanziamento di 10 milioni di euro. Il partito della Rifondazione Comunista in Sardegna è a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della conoscenza che a partire da domani iniziano la mobilitazione, con il sit-in presso l’USP di Cagliari ad Elmas, in difesa del diritto al lavoro e allo studio per un scuola pubblica e democratica. Gianni Fresu Segretario regionale PRC della Sardegna |


