| Impressioni 5 Dicembre |
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| Scritto da Matteo Quarantiello |
| Lunedì 07 Dicembre 2009 20:49 |
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Impressioni 5 Dicembre di Simone Pisano (resp. oraganizz. Circolo Antonio Gramsci) Sul fatto che il viola fosse il colore dominante della giornata credo di avere qualche dubbio. Per i comunisti la giornata è iniziata presto: la mattina di Sabato 5 Dicembre è nata la Federazione della Sinistra. Al teatro Brancaccio di Roma c'erano si e no 2000 persone venute da tutta Italia per assistere alla prima assemblea della neonata alleanza tra le forze anticapitaliste d'Italia. Prc, Pdci, Socialismo 2000, Lavoro e Solidarietà hanno scelto il No b-day per ufficializzare la volotà di un percorso comune. Il modello sarà quello d'ispirazione sudamericana, uniti, lasciando fuori quello che ci divide, per essere opposizione d'alternativa nel nostro paese.
La posizione politica della Federazione è chiara: muoversi autonomamente rispetto al Partito Democratico. Il documento finale chiarisce la nostra opposizione a questo sistema bipolare di fare politica, ritenendo indispensabile la presenza di una forza comunista e anticapitalista per uscire dalla crisi. I tanti interventi dei rappresentanti del mondo del lavoro, del precariato, dei diritti civili, delle questioni agricole e alimentari fanno intuire che nel nostro paese c'è una estrema necessità di lotta, di riscatto e di un partito che sappia difendere e rappresentare i più deboli.
Ecco oltre il viola, sabato c'è stato di più. Eppur qualcosa si muove... Purtroppo la grande assemblea è stata totalmente esclusa da questa meravigliosa giornata di lotta. Dai giornali che abbiamo letto tornando da Roma domenica mattina, (Corrire, l'Unità, Repubblica) non abbiamo letto nessun riferimento alla nascita delle Federazione e gli unici interventi riguardo al No b-day dei nostri compagni erano due parole scarne e messe in settima o ottava pagina. Lo stesso vale per la televisione. Ma noi dobbiamo andare avanti, non preoccupandoci della censura mediatica che continuamente ci colpisce. Sminuire il nostro lavoro quotidiano, i sacrifici che facciamo, deve solo renderci orgogliosi e aiutarici a far capire a quei politicanti della televisionetta che la lotta si fa nella piazza, nella strada e nel proprio quartiere e città. Mentre Bersani pensa a fare le proprie manifestazioni il 12 Dicembre, noi eravamo in piazza, aderendo fin dal primo giorno a questa grande giornata di mobilitazione. Eravamo in piazza non dimenticando le vertenze che portiamo avanti tutti i giorni (come l'iniziativa di Arancia metalmeccanica – che raccoglie fondi per Eutelia e gli altri lavoratori con la vendita di arance). Tra quel milione di manifestanti eravamo lì, con le nostre bandiere e il nostro simbolo.
Decine di migliaia di compagni sono scesi da tutta Italia, molto spesso pagando di tasca propria il viaggio (la Sardegna ne è il chiaro esempio) e organizzando treni e pullman dalla propria federazione e regione. Molta della gente comune, dei precari, dei lavoratori e degli studenti che sfilavano volevano avere la nostra bandiera, il nostro volantino, volevano sapere cosa dicono e che posizione hanno i comunisti.
E' chiaro che ci sia un popolo che non vuole rassegnasi, e sta a noi non illuderlo e difenderlo. Far emergere le contraddizioni del mondo del lavoro, della società civile e della politica sarà il nostro compito a lungo termine. Gli spazi per lavorare in questa Italia lasciata totalmente allo sbando per troppi anni sono enormi, sta solo al popolo di sinistra e comunista ritornare con la gente e per la gente in questi spazi. |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Dicembre 2009 20:50 |


