| Studenti, precari, docenti: intensificare la lotta per mandare a casa questo governo |
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| Scritto da Simone Pisano |
| Sabato 04 Dicembre 2010 10:23 |
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Studenti, precari, docenti: intensificare la lotta per mandare a casa questo governo
Le mobilitazioni unitarie del mondo Universitario (studenti, precari della ricerca ricercatori, corpo docente), sono un segnale inequivocabile sull’irricevibilità di una finta riforma che da un lato copre i tagli indiscriminati ai finaziamenti statali e dall’altra apre la strada alla privatizzazione dei Consigli di Amministrazione, programmando una ulteriore selezione di classe non solo negli accessi e nelle prospettive dell’alta formazione, della ricerca e dell’insegnamento, ma nella stessa costruzione delle classi dirigenti del Paese. Altro che impegno per la meritocrazia e contro i baronati, questa riforma è la pietra tombale alla mobilità sociale dell’Italia! La protesta degli studenti in Sardegna di questi mesi è straordinaria, la Federazione della Sinistra, attivamente impegnata nelle lotte con tanti suoi militanti che operano nell’Università, intende orientare tutti i suoi sforzi per congiungere queste lotte con le altre del mondo del lavoro ponendo all’ordine del giorno una radicale svolta politica e sociale nella nostra Regione e nel Paese. La lotta paga, non solo in termini di crescita di consapevolezza di intere generazioni che in molti casi si avvicinano per la prima volta all’impegno politico, ma anche per i risultati che questo straordinario movimento, da Nord a Sud, può conseguire. Il voto alla Camera potrebbe rivelarsi una vittoria di Pirro, l’ultima sfrontata provocazione di una maggioranza che non ha più consenso nel Paese. La calendarizzazione del voto sul ddl Gelmini dopo il 14 Dicembre apre speranze al movimento studentesco che vanno alimentate con l’intensificarsi ulteriore delle mobilitazioni per dare con ancora più forza, dalle piazze e dagli Atenei occupati, la spallata decisiva a questo governo disastroso. Questa controriforma, che fa il paio con quella della scuola, costituisce un attacco ai principi fondamentali della nostra Costituzione ingenerando un’ulteriore involuzione autoritaria ed élitaria nella nostra Repubblica, per questo le lotte non riguardano solo coloro che ne sono direttamente coinvolti ma tutti i cittadini che hanno a cuore la tenuta democratica di questo paese. Di fronte allo sfascio che colpisce un altro settore della già disastrata società sarda la Giunta Regionale ha confermato la sua linea di acquiescenza servile verso il governo nazionale mantenendo un profilo silente e non avvalendosi neanche degli strumenti di Autonomia e specialità del suo Statuto. Dagli studenti ai pastori, dagli insegnanti agli operai in agitazione un’istanza si leva con forza verso il presidente del consiglio e il suo prestanome in Sardegna: dimissioni subito!
Per la Federazione Gianni Fresu – segretario regionale PRC Claudio Giorgi – segretario regionale PdCI |
| Ultimo aggiornamento Sabato 04 Dicembre 2010 10:26 |


