| Guerra in Palestina: news |
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| Scritto da Simone Pisano |
| Venerdì 23 Gennaio 2009 10:47 |
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E ORA CHI PAGHERA' LE VITTIME INNOCENTI? Il tempo dei virtuosi di Gideon Levy su altre testate del 22/01/2009 Questa guerra, forse più delle precedenti, mette a nudo i veri profondi stati d'animo della società israeliana. Razzismo e odio alzano la testa, così come l'impulso per la vendetta e la sete di sangue. L'inclinazione di coloro che comandano nelle Forze di Difesa Israeliane ora è “uccidere il più possibile”, come raccontano i corrispondenti militari alla televisione. E anche se il riferimento è ai combattenti di Hamas, questa propensione resta agghiacciante.L'aggressione e la brutalità sfrenate si giustificano come “prestare attenzione”: lo spaventoso bilancio di sangue – circa 100 palestinesi morti per ogni israeliano ucciso non solleva alcuna obiezione, come se avessimo deciso che il loro sangue vale 100 volte meno del nostro, riconoscendo così il nostro innato razzismo. Continua...
Io artigliere ho usato fosforo bianco di Simcha Leventhal su Il Manifesto del 22/01/2009 Ho servito come artigliere nella divisione M109 dell'esercito israeliano dal 2000 al 2003 e sono stato addestrato a utilizzare le armi che Israele sta usando a Gaza. So per certo che le morti di civili palestinesi non sono una sfortunata disgrazia ma una conseguenza calcolata. Le bombe che l'esercito israeliano ha usato a Gaza uccidono chiunque si trovi in un raggio di 50 metri dall'esplosione e feriscono con ogni probabilità chiunque si trovi a 200 metri. Consapevoli dell'impatto di queste armi, le gerarchie militari impediscono il loro uso, anche in combattimento, a meno di 350 metri di distanza dai propri soldati (250 metri, se questi soldati si trovano in veicoli corazzati).
Vittime palestinesi Quale Corte renderà giustizia? di Elna Sondergaard su Il Manifesto del 22/01/2009 I brutali attacchi israeliani alla popolazione di Gaza hanno comportato numerose violazioni delle norme basilari delle leggi internazionali, come il principio di proporzionalità e di distinzione (tra civili e combattenti; e tra obiettivi civili e militari).Azioni militari come l'attacco intenzionale alle scuole o ad altre infrastrutture civili, sono considerate violazioni delle leggi umanitarie internazionali per le quali Israele è pienamente responsabile- ma costituiscono anche seri crimini di guerra nel quadro delle leggi internazionali per cui singoli individui dovrebbero essere processati. La comunità internazionale ha approvato il principio della responsabilità individuale per i crimini di guerra internazionali sulla scia del secondo conflitto mondiale; il genocidio e i crimini contro l'umanità furono considerati totalmente inaccettabili, e gli individui responsabili di tali crimini furono considerati perseguibili penalmente. Continua... |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Giugno 2009 13:11 |


