| Intervento di Laura Stochino – CPN 10/11 Aprile 2010 |
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| Scritto da Simone Pisano |
| Mercoledì 14 Aprile 2010 07:28 |
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Intervento di Laura Stochino – CPN 10/11 Aprile 2010
Partiamo da noi, senza aver paura di ammettere che le ultime elezioni segnano un arretramento. Perdiamo 300 mila voti e anche dove seguiamo una scelta di campo coraggiosa che sembra rispondere a quella che molti definiscono “la pancia della gente” non otteniamo nessun risultato, né di avanzamento, né di resistenza. Le ragioni sono le stesse di un anno fa, l’ombra lunga del secondo governo Prodi, l’impossibilità una volta usciti dal parlamento di poter incidere o anche solo intervenire sulle scelte di questo governo e di questa debole opposizione. Il Segretario ci invita ad un salto di qualità, credo che in parte questo salto l’abbiamo anche fatto quando tre mesi fa decidemmo di costituire la Federazione della Sinistra. L’assemblea nazionale del 5 dicembre 2009, è giusto ricordarlo, ha innestato una forte vitalità nei compagni e nelle compagne. Ha coeso e rilanciato la nostra presenza, ha ridato ai territori una prospettiva politica su cui lavorare. Di tutto questo negli ultimi tre mesi si è perso lo spirito e lo scopo. La Federazione ha subito una forte battuta d’arresto organizzativa e politica. Certamente le elezioni sono state troppo premature e hanno messo la corsa ad un progetto che avrebbe avuto bisogno di un po’ di tempo, ma oggi il tempo è contro di noi. Per questo sono d’accordo con quanti in questo CPN hanno affermato la necessità di un’accelerazione, è necessario strutturare il centro e contestualmente i territori. Ma questo sforzo organizzativo non potrà svilupparsi senza la messa in campo di una prospettiva politica capace di trasformarsi in un dibattito partecipato, capace di guidare l’azione dei compagni nei territori. In questo CPN è stata richiamata più volte: il congresso di Chianciano, la bellissima frase di Majakovskij, il ruolo dei circoli, i sogni dei giovani e l’azione dal basso; credo che allo stato attuale questi richiami rischino di essere delle belle suggestioni e in certi casi dei veri alibi. Un modo, apparentemente nobile, di coinvolgere la base ma che in realtà è una mancata presa d’atto della nostra incapacità, come gruppo dirigente nazionale, di proporre idee che sappiano calarsi nella realtà dei territori. Dobbiamo invece rivolgere nei nostri confronti un giudizio severo e responsabile. La nostra non autosufficienza ci deve spingere ad uno slancio esterno che non significa annullamento, né dissoluzione del partito e dei suoi luoghi, al contrario è la coscienza di ciò che potremo rappresentare e in parte ancora rappresentiamo. Ai comunisti è dato il dovere di fare una proposta che unisca, che inverta per la sua forza la tendenza egemonica di questa destra e di questa astensione nei confronti della possibilità di scegliere e di cambiare. La crisi economica e l’emergenza democratica sono i confini dentro i quali costruire il progetto della nostra Federazione e l’alleanza con le forze democratiche e di sinistra. La difesa del lavoro e della Costituzione devono essere per noi la causa e il fine dell’agire dei prossimi mesi. La nostra elaborazione su questi temi deve far emergere parole chiave che sintetizzino e catalizzino un malessere che è diffuso ma non trova modalità per esprimersi. Su questo dobbiamo confrontarci ed esporci prima che il silenzio cada su ogni nostra proposta. In Sardegna andremo alle elezioni provinciali nel mese di Maggio, questo test elettorale per quanto parziale è un passaggio utile per marcare una discontinuità nella percezione che abbiamo di noi e che gli altri hanno nei nostri confronti. Per questo abbiamo promosso e abbiamo cercato di lavorare ad un tavolo del centrosinistra che ponesse al centro i temi del lavoro, dell’energia e della difesa dei diritti sociali, costituzionali e civili. Come Federazione della Sinistra non possiamo svincolarci dal confronto con le altre forze tanto diverse da noi nella natura, ma in connessione con noi per importanti aspetti. In un’isola che soffre profondamente la crisi industriale e gli attacchi al servizio pubblico (in Sardegna cadrà la mannaia più pesante dei tagli della 133) ogni nostro sforzo è teso a tessere un’intesa sui contenuti che ci uniscono e sull’alternativa al governo delle destre. |


